La Val d’Astico nella scrittura. Intervista a Gino Sartori

Valdastico libriVuoi parlarci del libro che hai pubblicato, Il distributore automatico del pane. Storie, personaggi e morti irrisolte nella Val d’Astico?

Il libro è stato scritto in soli tre mesi, da settembre a dicembre 2013.

Quando ho finito di scriverlo, dovevo pensare a come farlo conoscere, mi è venuta così l’idea di aprire un blog, all’inizio nel blog mettevo dei video fatti da me per far conoscere i sentieri della Val d’Astico, poi nel blog si sono unite altre persone e abbiamo iniziato a far conoscere la nostra zona fuori dai suoi confini mediante storie, foto, musiche e molto altro, dopo un anno il blog aveva superato le 100.000 visualizzazioni… un’esperienza incredibile, devo dire che blog e libro mi hanno cambiato la vita. Inoltre il fatto di abitare in una piccola valle dove tutti ti conoscono ti offre dei vantaggi su chi abita in una città.

Ma torniamo al libro, che è apparso in formato ISSU sul blog e ci è rimasto per parecchi mesi prima di andare in stampa.

Com’è nata l’idea di scriverlo?

La colpa di questa follia è da attribuire a un mio collega di lavoro, un amico anzi un fratello, si chiama Maurizio Boschiero ed è un bravo scrittore, quando si parlava insieme io gli raccontavo delle cose e lui mi diceva, ma perché non le scrivi? Alla fine mi ha convinto e ho scritto, se questo libro esiste lo devo in gran parte a lui.

A chi ti sei ispirato nel dar vita ai tuoi personaggi?

C’è poco d’inventato, tutti i personaggi del libro, chi poco o chi tanto, hanno fatto parte della mia vita e hanno lasciato un segno che non volevo fosse dimenticato, il libro mi ha dato quest’opportunità.

Il tuo testo narra di storie ambientate nella Val d’Astico. Ti sei ispirato a qualche autore che aveva già parlato di questa zona oppure ti sei rifatto unicamente alle tue esperienze e alla tua immaginazione?

Ci sono due scrittori che mi hanno dato delle ispirazioni ma non perché abitano nella mia zona, il primo è Umberto Matino, il secondo Mauro Corona, il resto è un mix di storia, esperienze e immaginazione.

Che rapporto hai con i tuoi personaggi, al di fuori del singolo libro? Continuano a stare nella tua vita o se ne vanno una volta che scrivi la parola fine?

Purtroppo alcuni come mio padre non ci sono più, molti altri li incrocio sempre in paese, alcuni di questi – quelli che nel libro non fanno una gran bella figura – cerco di evitarli, ma in paese non è facile, ho sempre paura che s’incazzino con me, io in ogni caso ho cambiato tutti i nomi ma quelli del paese capiscono lo stesso di chi scrivevo.

C’è stato un momento in cui hai pensato di abbandonare l’idea di pubblicare il tuo libro?

Diciamo che per un periodo avevo accantonato l’idea di stampare il libro, mi accontentavo di averlo in formato ISSU sul blog, poi grazie a una cara amica la Paola e alla sua insistenza, ho deciso di stampare e di fare la serata di presentazione che è stata bellissima.

Qual è il ruolo di familiari, amici e conoscenti nella stesura e nella revisione del tuo libro?

È stato basilare il gruppo di lettura composto da mia Madre, la Paola, Carla, Gianni e Maurizio.

Loro sono stati essenziali, senza i loro suggerimenti, i loro consigli e le loro ulteriori correzioni non avrei trovato il coraggio di pubblicare il libro.

Qual è il tuo luogo preferito per scrivere a casa? O fuori di casa?

Scrivo solo a casa, l’ispirazione per il libro mi è venuta percorrendo una mulattiera che sino alla fine degli anni cinquanta è stata per gli abitanti del paese, oltre che una strada, la fonte di vita. Il mio bisnonno, mio nonno e mio padre facevano i carrettieri portando il legname dalla montagna in valle usando questa strada, penso siano stati loro e altri amici che adesso non ci sono più a trasmettermi le idee per scrivere questo libro durante le camminate che facevo su questa strada al mattino presto.

Prima e durante la scrittura segui abitudini o rituali propiziatori particolari?

Diciamo che a volte scrivo con l’accompagnamento di una buona musica e con il profumo di un buon vino, rigorosamente rosso e possibilmente di taglio bordolese, che è la mia passione.

Che cosa ti piacerebbe lasciare impresso nella memoria dei tuoi lettori?

Spero che certe storie siano ricordate, spero di essere di esempio in modo che qualcun altro in Val D’Astico trovi la forza di raccontare altre storie che altrimenti andrebbero perse negli anni a venire.

Si legge più per ricordare o per dimenticare?

Io leggo per non dimenticare, una volta lessi una raffigurazione dell’umanità messa sotto forma di una pianta, dove le foglie rappresentavano i giovani, il futuro, il fusto rappresentava il presente, le radici rappresentavano il passato, senza una di queste tre parti la pianta non vivrebbe… io amo le letture che parlano delle nostre radici.

Che accoglienza ha avuto il tuo libro finora?

L’accoglienza è stata positiva, io non ho un editore, ho fatto tutto da solo dalla scrittura del libro al marketing.

Il libro è stato presentato il 7 dicembre scorso, e questa è l’unica presentazione che ho fatto, ho stampato 520 copie e presto le ho finite, molte copie sono state regalate, ma il fatto di dover già pensare a una seconda ristampa è una cosa positiva. Oltre che in Val d’Astico ho venduto e vendo libri anche nelle librerie di Thiene e di Schio.

Devo dire che non mi posso lamentare, non avrei mai pensato di vendere così tanto.

Qual è stata la principale svolta nella tua vita?

Be’, vedere il tuo libro nella vetrina della libreria storica di Schio non è stato una cosa da poco.Val d'Astico, storie, sentieri, forni e tanto altro nel libro di Gino Sartori

La notorietà in valle che il libro mi ha portato è una cosa che mi riempie di orgoglio.

In questo momento sono a casa dal lavoro, sono in mobilità. Io per trentadue anni ho sempre lavorato e il momento che sto passando non è certo dei più facili, le soddisfazioni avute dal libro, dal blog e dai miei filmati mi stanno dando il coraggio di continuare e di pensare a un futuro positivo

Quali sono i tuoi vizi e le tue idiosincrasie?

Non ho dei vizi particolari anche perché con i tempi che corrono è sempre più difficile poter permetterseli, per quanto riguarda la seconda domanda, che contiene una parola troppo difficile, ho una repulsione per la politica e per i nostri politici, che sembrano vivere in un altro mondo.

Che cos’è per te la scrittura?

La scrittura può essere lo sfogo di una persona cara che cerca comprensione, può essere libertà, perché molte volte si riesce a scrivere quello che a voce non si riuscirebbe a dire, può essere verità, perché quando scrivi è più difficile raccontare bugie, per il mio amico Maurizio la scrittura è poesia e bellezza, nel caso mio la scrittura mi ha aiutato a scoprire una parte del mio carattere che non conoscevo: riuscire durante la presentazione del libro a parlare di fronte a circa centocinquanta persone è stata una grande emozione, non pensavo di farcela.

Finisco questa intervista con due parole nella lingua dei miei antenati, i Cimbri: “Hortan Buar”, significa che bisogna sempre andare avanti anche nei periodi dove tutto sembra difficile. Ciao e grazie, Gino.

Grazie a te



2 Comments

  1. Sono Maurizio Boschiero, quel Maurizio che Gino cita come suo stimolo a scrivere. Io ho avuto una piccola parte e ne ho scritto la prefazione. Il resto è tutto di Gino e la sua storia. Io credo che scrivere sia importante, specie per il proprio paese e per il posto dove sei nato. Altrimenti tutto passa e non resta niente. Io sto scrivendo ancora dopo due libri già pubblicati. E’ un atto d’amore verso la tua terra e verso chi viene dopo!!

Lascia un commento

Quanto fa 9 + 9 ?
Please leave these two fields as-is:
Per procedere ti chiediamo di rispondere a questa domanda di matematica, così sappiamo che sei un essere senziente...


Hide me
Iscriviti alla Newsletter e ottieni il 10% di sconto sui servizi editoriali!
Indirizzo email: Tua email dove inviare la newsletter (max 2 invii mensili).
Ai sensi del d.lgs. 196/2003: a) titolare del trattamento è Bozze Rapide di Beniamino Soressi, 29027 Podenzano (PC), Via Zanaboni 12 b) responsabile del trattamento è Beniamino Soressi (stesso indirizzo) c) i Suoi dati saranno trattati (anche elettronicamente) solo da incaricati autorizzati, e solo per inviare la newsletter e informazioni sulle iniziative del Titolare; d) la comunicazione dei dati è facoltativa, ma in mancanza non potremo evadere la Sua richiesta; e) ricorrendone gli estremi, può rivolgersi all'indicato responsabile per conoscere i Suoi dati, verificare le modalità del trattamento, ottenere che i dati siano integrati, modificati, cancellati, ovvero per opporsi al trattamento degli stessi e all'invio di materiale. Preso atto di quanto precede, acconsento al trattamento dei miei dati.
Privacy Acconsento al trattamento dei miei dati personali (decreto legislativo 196 del 30/Giugno/2003)
Show me
Build an optin email list in WordPress [Free Software]