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    VIVERSI IN UNA NOTA JAZZ

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  • Biografia

    Rosa Di Leva nasce nel 1989, si diploma presso il Liceo Socio Psico Pedagogico di Pompei e prosegue la sua formazione a Fisciano, dove presso l’Ateneo degli studi di Salerno consegue la Laurea in Sociologia dell’ organizzazione curriculum politiche pubbliche, con una tesi dal titolo: Le strategie decisionali, scelta collettiva e sostenibilità: Il caso Acerra.

    Continua la sua formazione frequentando corsi post laurea tra i quali quello come Esperta in criminologia ed Esperta in Adhd.

    Scrive numerosi saggi d’attualità su commesse locali e ne 2014 è tra i vincitori del Concorso letterario Giovani ed Europa, con un elaborato sull’analisi di strategie di valorizzazione del turismo nel territorio vesuviano.
    Vive a Boscotrecase (NA) e fa della sua terra il punto cardine dei suoi scritti.


    Capitolo 1

    Ore otto. Solito tubino nero, solite scarpe tacco dodici, solito sguardo allo specchio prima di andare a lavoro e solita corsa giù per le scale.
    E’ lunedì mattina e come sempre Stephany ha il suo bel sorriso sul volto. Oggi è una tipica giornata primaverile e per chi come lei è meteoropatica non vi può essere buongiorno migliore.
    Stephany si è appena trasferita nel centro della sua meravigliosa Napoli: la terra del sole, come direbbe suo padre. Finalmente ha una casa sua, degli spazi suoi e può liberamente definire i suoi ritmi: tutto ha un suo equilibrio.
    Dopo tanti sacrifici, dopo la fine dolorosa della sua storia con Fabio , dopo le tante notti trascorse in compagnia di lacrime nascoste solo da un sottile lenzuolo, dopo i tanti sorrisi messi su per celare il sentirsi morir dentro e dopo le tante scivolate sulla scia di sogni perduti, finalmente ha ritrovato la voglia di rinnamorarsi delle sue giornate, delle sue passioni e della sua vita.
    Ha trascorso gli ultimi mesi concentrata solo sulla costante ricerca di una stabilità lavorativa che potesse garantirgli la soddisfazione di alzarsi al mattino con la voglia di chi adora il suo lavoro. Ebbene si, lei ci è riuscita; senza dover lasciare la sua amata “ terra del sole” è riuscita a far parte di un progetto interessante della First e co. , azienda specializzata nel marketing aziendale.
    Questa mattina la sua scalata verso il sogno iniziava. Ad attenderla in ufficio vi era la collaborazione con Thomas, un grafico pubblicitario eccentrico, presuntuoso e donnaiolo; l’aveva visto poche volte dinanzi ai distributori, ma la sua fama lo precedeva tra i corridoi popolati dal vociferare delle donne d’ufficio.
    Cosa trovassero in quel fricchettone, Stephany non riusciva a capirlo.
    Arrivata nel parcheggio sotto casa, rivolge lo sguardo al cielo lasciandosi accarezzare il volto da quel magnifico calore che solo i raggi del sole possono regalare.
    - sale in auto e come sempre il suo primo movimento è dedicato al tasto play della sua radio. La musica è l’essenza viva di ogni sua giornata, è amore vero, puro ed incondizionato. E non sa che proprio la musica darà forma al suo equilibrio.

    “Ma basta 'na jurnata 'e sole
    e quaccheduno ca te vene a
    piglia'
    ma basta 'na jurnata e sole
    pe' pote' parla'.
    Ma basta 'na jurnata 'e sole
    e quaccheduno ca te vene a
    piglia'
    ma basta 'na jurnata e sole
    pe' pote' canta'.

    Ancora una volta le note sono in sintonia con suoi pensieri; e la voce di Pino non può far altro che riscaldarla dall’interno. Pino, che poeta. Lui ha saputo trasformare le emozioni in parole, le ha cullate con i giusti accordi e rese uniche dalla sua voce. Lui che ora , proprio come il sole, riscalda dall’alto e continua ad intrecciare cuori e a delineare sogni.

    Stephany continua la sua guida riscaldata dal sole e da Pino. Lei vive ogni attimo cercando di carpire quanto più possibile dalla realtà che la circonda. Abbassa il finestrino e si lascia penetrare dall’odore di caffè, cornetto e mare…. Profumi intensi che solo Napoli può regalare.
    Si sente parte di quella terra con ogni sua cellula, non avrebbe mai potuto lasciare il sole, o’mare, Pino, Troisi, la sfogliatella di Carraturo, Eduardo, Pulcinella... lei è tutto questo, è napoletana ed è orgogliosa di esserlo.

    Il suo è un amore proveniente dall’interno, di quelli veri che non cercano di cambiarsi a vicenda ma che crescono insieme plasmandosi in un tutt’uno.
    > queste parole uscirono d’un tratto dalla sua bocca. Ancora una volta si trovava a pensare a lui, a quello che era stato e al vuoto che aveva lasciato.

    Fabio. Si erano conosciuti al liceo, lei frequentava il terzo anno e lui l’ultimo. Lui così dolce e premuroso cosi pieno di sogni e pronto a spaccare il mondo.
    Insieme avevano condiviso tanto, tutto. Sembrano ancora così vivi i pomeriggi trascorsi ad ascoltare musica in camera prima che un bacio di troppo prendesse il sopravvento, la prima vacanza insieme in moto lungo la costa della Campania e della Basilicata, i concerti, le feste a tema che lui adorava, i pomeriggi in centro a Napoli, il dolce in costiera amalfitana, le serate universitarie e poi lui, medicina, la partenza per l’Erasmus e la sua crisi d’identità. Era divenuto come tanti solo l’ennesimo prodotto di una società frenetica e vuota dentro; era stato plasmato dal potere, dal denaro e dalla monotonia. Il nuovo Fabio era ricco esternamente, ma povero dentro: era divenuto la proiezione sociale di suo padre.

    Le ferite di Stephany ad ognuno di quei pensierI riprendono inspiegabilmente a bruciare, ma lei riesce a trarre da quel dolore costante la forza di sognare.

    Il suono di un la clacson riporta alla sua giornata. Una Harley Davidson Iron 883 supera la sua Hiunday i10 sulla destra e con una prepotenza tale fa un incredibile slalom tra i pedoni.
    - “Che presuntuoso! Solo un uomo arrogante puo’ guidare in quel modo…. Spero che qualcuno gli dia una dura lezione di vita prima che faccia male a se’ stesso o peggio a qualcun altro!” - afferma Stephany.
    Arrivata nel parcheggio della First & co. , parcheggia la sua Hiunday e si dirige all’ingresso. In lontananza, posizionata in modo del tutto criticabile intravede la moto di poco prima e non può che trarne la conclusione: quella moto non poteva che essere di quel tipo in jeans, t-shirt e stile da fricchettone: lui è il grafico pubblicitario che deve curare il suo progetto per la Grecia; nelle sue mani vi è parte della sua carriera.
    “ Che giornata che mi aspetta! Speriamo finisca presto.” Borbotta lei incamminandosi verso l’ingresso.
    Lui è poggiato al muro mentre con le dita sottili muove una Merit; quella sigaretta volteggia magicamente tra le sue mani come la più elegante delle acrobati e lo sguardo di Stephany è rapito da quella strana danza di tabacco e dita.

    Per il suo progetto ha bisogno della sua arte e del suo modo di dare vita alle idee tracciando tratti di matita su di un foglio.
    E’ inaffidabile, presuntuoso, arrogante, per niente puntuale ma la sua arte, il suo tratto è unico e questo Stephany deve riconoscerlo.

    Ed eccolo ora ad occupare il suo tempo ben retribuito, forse troppo, ad improvvisare uno squallido rituale di corteggiamento con Sara, la segretaria dell'ufficio del recupero crediti. Come si poteva cedere ad una così evidente presunzione maschile e ad un cosi poco elegante atteggiamento, Stephany non riesce a spiegarselo.
    Mentre porta alle labbra la sua Merit per accenderla, lei pensa che quel tipo avrebbe trascinato anche la sua carriera tra le fiamme. Eppure quel suo modo di tenere in bilico la sigaretta, di portare a se la fiamma e di accenderla come fosse un gesto di ribellione, accende inspiegabilmente in lei qualcosa che non è rabbia.
    “ Ehy biondina’!” il tipo alza lo sguardo dalla scollatura di Sara per qualche secondo.
    “ Senti, prima di tutto non sono biondina ma castana; seconda cosa ho un nome; terza sappi che io tengo a questo progetto con tutta me stessa e non sarà il tuo essere superficiale a mandare in fumo la mia carriera; quarto in questa squadra sono io che detto le regole. Chiaro?” precisa Stephany trasformando la sua ansia per il progetto in grinta.
    Thomas rimane un attimo colpito, in genere le donne dinanzi al suo modo di fare balbettano, arrossiscono e tirano fuori quella vocina simile al miagolio di un gattino. Lei l’ha spiazzato.
    “ Perfetto Capo! Stiamo alle tue monotone, per nulla divertenti e prevedibili regole. Regole: ho sempre odiato questo termine! – ride beffardo – immagino quanto la tua vita sia statica, non sopporterei un solo giorno con te. Vabbè andiamo dentro e chiudiamo presto questa storia che ho ben altri impegni da seguire – lancia un occhiolino a Sara – dinamicità, pura dinamicità su tutti i fronti” apre la porta di vetro del palazzo e senza alcuna gentilezza la lascia richiudere dietro di sé , colpendo quasi Stephany.
    “ Appunto, chiudiamola in fretta sta storia” precisa la donna.

    Le ore in ufficio trascorrono tra litigi costanti, idee diverse ma la bozza iniziale non sembra per nulla male. Insieme, i due opposti avevano creato qualcosa di interessante.
    Thomas in diversi momenti si era concentrato su di lei, non era per nulla male si era detto. Avrebbe potuto fare carriera senza il benché minimo sforzo se avesse voluto, pensò. Eppure eccola lì a rigirare una matita tra le mani, fare bozze, ricerche, elaborare dati; lei doveva amare quel lavoro e lui , doveva ammetterlo, amava il suo buffo movimento di toccarsi il naso per lasciarsi trasportare dai pensieri.
    In quelle poche si erano scontrati sul terreno delle loro tante differenze, ma una cosa li univa: l’amore per il Jazz; Stephany, non avrebbe mai immaginato che quel fricchettone, presuntuoso potesse amare quel genere di musica.
    Entrambi non si aspettavano di ritrovarsi a ridere dinanzi ad un pensiero comune.
    “ Perché sei sempre cosi arrogante? Perché strumentalizzi le donne e i sentimenti? Perché non ti soffermi mai sulle bellezze di una giornata?” queste domande uscono dalla bocca di Stephany come un fiume in piena e lei non riusce a fermarle.
    “ Perché fermarsi a perdere tempo? La vita è breve, l’ho imparato a mie spese. Ero innamorato follemente di una donna, poi il destino mi ha tradito - il suo sguardo diviene di ghiaccio e sembra quasi assentarsi da tutto – due anni fa sono stato colpito da un tumore ai polmoni e in quelle tremende giornate, la donna che diceva di amarmi mi ha lasciato perché non voleva pesi nella sua vita. - Thomas stringe la matita nel pugno quasi spezzandola – E cosi mi sono ritrovato perso, impaurito e distrutto da due mali che mi logoravano dall’interno. Sono uscito vincitore dal cancro grazie all’amore per la musica e non permetterò mai più a nessuno di farmi sentire debole e solo. “
    Thomas rialzò lo sguardo, e per un attimo non poteva credere a quello che aveva detto. Quello scricciolo di donna, era riuscito a dare forma a parole imprigionate da troppo tempo.
    “ Anche io sono stata lacerata dalla delusione di un amore; ma credo che cercare nel sesso occasionale, in una maschera di ferro o nel distacco dalla realtà la soluzione non serva a molto. Dici di amare la musica. Bhe! Dovresti vedere allora la tua vita come una delle migliori Jam Session estemporanea che si possa ascoltare; l’improvvisazione e l’ignoto fanno da punti cardine al tutto, ma deve essere la ricerca della sinfonia perfetta a farti sognare” – quelle parole colpiscono Thomas; quella donna riesce a toccarlo dentro.

    “ E la tua di vita? Sempre così perfettamente scandita. “ le lancia una sfida.
    “ Tu credi sia statica ma in realtà, credo di essere meno prevedibile di te. – risponde con ulteriore tono di sfida - ho capito che nonostante i piedi siano incollati al suolo, intorno il contesto è dinamico: assume colori, suoni, profumi diversi; nuovi pezzi si adattano al tuo puzzle di vita ed altri ti mostrano di aver cambiato forma per lasciarlo..... Senza volerlo, anche se convinta della tua realtà statica, lentamente capisci che devi lasciarti solo trasportare da questo incredibile flusso inafferrabile che è la vita e respirare ogni attimo a pieni polmoni. Sono pronta a vivermi qualsiasi esperienza, che sia di un minuto o di una vita, ma non voglio che queste ultime servano a riempire i miei vuoti: voglio che esse siano importanti e che diano un senso alla mia esistenza. Un brano musicale dura pochi minuti e pure sei tu a scegliere di ascoltarlo, lo vivi, ti cambia e ti resta dentro per sempre.”
    Quella giornata era stata assurda per entrambi, ed ora erano erano soli in quell’ufficio vuoto.
    La loro vita sembra aver preso forma in quelle poche ore. A far sentire appagato Thomas non era l’ennesimo sesso sfrenato ma delle parole. A far stare bene Stephany non era il sole, ma l’inaspettato voler stare con chi odiava fino a poco prima. A far star bene entrambi era Chet Baker in Almost Blue che aleggiava nel sottofondo di una folle serata.
    Stephany si avvicina a lui e senza pensarci si porta i pugni chiusi al petto. Lui, d’istinto con le braccia la chiude a sé e si trova bloccato nella morsa di quell’abbraccio; stranamente si è aperto a lei trasformando il suo dolore in parole ma, a sorprenderlo più di tutto è stato il suo non rispondere a lei con sarcasmo, ma con quell’abbraccio.
    Lei d’un tratto si sente sicura nascosta nel collo di quell’uomo che credeva di disprezzare con tutta se stessa e non può fare a meno di annusare il suo profumo. Entrambi avrebbero voluto, inspiegabilmente, fermare il tempo, far partire le note di Summertime mentre ancorati attendevano di ubriacarsi dei loro profumi, di godersi quella morsa possente e di lasciarsi cullare da quelle note.
    Per un attimo tutti i loro pezzi andati in frantumi si sono uniti in quell’abbraccio: lui, è spaventato da quella sua istintiva voglia di tenere una donna tra le braccia solo per sentirla vicina al petto e lei, lei ha trovato quel singolo attimo che da un senso a tutta una vita.
    Inconsapevolmente, i pezzi rotti di entrambi in quella morsa si erano riuniti e fusi in qualcosa che aveva fatto vibrare le loro anime, quelle vibrazioni sconvolgono tutto.
    Stephany alza il volto per incrociare gli occhi verdi di Thomas, avrebbe voluto trasformare quello sguardo in un abbraccio eterno, ma dentro di sé sentiva che eterni sarebbero stati solo i loro ricordi.
    Quando le loro bocche si sfiorano, un calore li attraversa e quando le labbra si toccano, anche Thomas capisce che quell’attimo lo cambierà per sempre ed ecco che ancora una volta viene sopraffatto dalle sue paure e risponde ad esse con la presunzione e l’arroganza di sempre.
    Ma stranamente nello sguardo di lei non vede il solito disprezzo e l’immancabile delusione; vede comprensione e questo lo travolge e lo colpisce dentro; afferra il suo giubbotto e scappa lasciando dietro di sé quegli occhi nei quali si era riflessa la sua vera anima.
    Stephany rimane sola in quell’ufficio vuoto, dalla finestra lo vede allontanarsi sulla sua moto. Quelle poche ore erano bastate per innamorarsi di tutto ciò che era il suo opposto.


    Capitolo 2
    Ed eccolo seduto al solito tavolo del solito bar. Intorno ci sono i volti di sempre, il solito odore di sigaro cubano, le solite gambe affascinanti avvolte dalle più sensuali calze pronte ad essere sfilate come accadeva spesso e troppo facilmente e la solita donna in disparte che stanca del suo uomo cerca consolazione tra braccia giovani; lei, la solita preda perfetta per un uomo scaltro e freddo come lui, ma quella sera qualcosa lo frenava.

    Stringendo tra le mani il suo bicchiere di whisky cerca una risposta alla sua strana sensazione di vuoto interiore; quella sera nessun sapore forte, nessuna gonna stretta riusciva a rapirlo. Cullato dalle note del jazz, ascoltava ERIC CLAPTON IN AUTUMN LEAVES e d'un tratto quelle note diedero forma al suo vuoto. Nella sua mente c'era lei, il suo essere diversa, il suo essere donna a modo suo, il suo trasudare femminilità con un inconsapevole malizia, il suo tenere tra le mani un libro e il suo farlo impazzire senza volerlo. Quel vuoto era sparito, quel vuoto aveva bisogno di LEI.

    Tutto era chiaro: aveva bisogno di Stephany. Sale sulla sua moto e si dirige verso il centro. Conosceva la casa di lei, o meglio conosceva la sua coinquilina. Quando gli apre la porta lui vede nei suoi occhi la sua stessa voglia e senza dir nulla la afferra perdendosi in un lungo bacio fatto di sorrisi, morsi, mani che cercano e sguardi che bramano. La loro voglia di amarsi iniziata solo poche ore prima trova consolazione tra quelle mura.
    Poche ore dopo Thomas la guarda dormire. E’ accanto a lui, cosi' bella da mozzare il fiato, la sua pelle candida illuminata dalla luce della luna fa invidia alle tante stelle di quella notte napoletana, i suoi capelli cadono liberi incorniciando il suo piccolo volto e il suo odore, il suo odore sapeva ancora di loro due, un connubio perfetto pensa lui.

    Thomas la stringe a sé. E’ andato a letto con tante donne ma non si è mai fermato a guardarle come guarda lei ora; lei era così' fragile, perfetta, bambina e donna, lei è stato il sesso migliore della sua vita. Lei è Amore per la sua anima. Lei è terrore per la sua ragione.
    Afferra la sua matita e inizia a mettere sul foglio emozioni ed idee. Almeno il progetto glielo deve, altro no.
    Stephany apre gli occhi, non può fare a meno di guardare quella matita scorrere sul foglio come una lama calda su di un pezzo di burro; Thomas quando disegna si proietta in un mondo suo, irrigidisce i muscoli, muove freneticamente la gamba sotto il tavolo, strizza gli occhi e si lascia andare.

    Lei lo guarda dal suo letto, è meraviglioso nella penombra di quella notte napoletana; la flebile luce del cielo stellato lo rende irresistibile.

    Stephany si tocca il naso, copre il suo corpo nudo col lenzuolo e si dirige verso Thomas.
    Avvicina le labbra al suo collo e lo assapora in un bacio.
    Anche se il sobbalzare di lui al tocco delle labbra di Stephany è evidente, in Thomas qualcosa si era rispento.
    Infatti , dopo aver unito ancora una volt i loro corpi in quella notte, al risveglio Stephany non trova il suo petto ad accoglierla ma un bigliettino lasciato sul tavolino vicino la finestra.
    “ Perdonami. Queste ore con te sono servite per dare un senso alla mia vita. Ma amare, amare questo non fa per me e tu non meriti di soffrire. Stanotte ho avuto paura della mia inaspettata fragilità, della mia voglia di desiderare con tutto me stesso una sola donna, di sentirla costantemente dentro e di volerla vivere. Tu sei diversa dalle solite donne, potresti dare un senso a tutto, potresti dare un senso a me. Ma finiresti col distruggere te stessa. Sul tavolo trovi il progetto da presentare in Grecia, io non sarò con te su quel treno per l’aeroporto e al tuo rientro non sarò qui. Conservami dentro di te, conserva questa notte che è vita, conserva noi. Thomas”.
    Stephany logorata da quel nodo alla gola afferra la valigia, il progetto e si dirige alla stazione. Non riesce a capire come poche ore fossero bastate per innamorarsi di lui.
    Thomas la vede in lontananza attendere il treno.
    Stava andando via, ad ogni suo passo in direzione opposta da lui corrispondeva una fitta al petto.
    Sarebbe bastato cosi poco per renderla sua in eterno.

    Eppure è fermo, immobile: questa freddezza spaventava anche se stesso!

    La vede guardare in continuazione il cellulare, l' ingresso e scuotere la testa. Questa volta a bloccarlo non era il disinteresse, ma il suo vedere in lei un pezzo di sé.

    E’ troppo per lui, lo sarebbe sempre stata; Non poteva rischiare di distruggere il suo saper guardare nel buio le stelle, nelle lacrime la luce, nel caos i colori.

    La ama, ama il suo sorriso, la sua pelle, il suo odore e non avrebbe potuto distruggere tutto col suo essere un peso. Thomas non può immaginare che quel peso avrebbe lasciato in Stephany un gran vuoto che avrebbe portato con se' ovunque.


    La guarda per l'ultima volta, lascia al vento la dedica del suo ultimo sguardo, mette le cuffiette e chiude in una lacrima il suo addio.


    " Ci sono cose che non so
    vissute solo nei tuoi sogni
    ma forse un giorno io ritroverò
    ancora un modo per riaverti qua ♪ "

    Sthephany avverte nel vento gelido un inspiegabile calore. Afferra le valigie sale sul treno e affida al suo Ipod le parole di quella partenza.

    " Racconta di quello che farai
    quando lontano sarò
    Vai fino a quando saprò
    se l'amore che ho dato mi darai ♪ ".

    A LUISANA. ESSENZA DI TUTTO.
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