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    la vita è soltanto un'illusione

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  • LA VITA È SOLAMENTE UN’ILLUSIONE


    1 STORIA: LA MORTE È SOLTANTO L’INIZIO


    1 CAP: la nascita deve avere solo due vie

    Io mi chiamo Adams detto Phiro a volte, ho un bel po’ di anni, 109 anni perché questo, perché sono dannato: io sono un vampiro e già dalla mia nascita innaturale era una cosa strana, è questa è la mia storia: Era una notte gelida mi ricordo vagamente, perché ero molto ma molto piccolo allora sembrava che la felicità fosse sparita dal mondo: è proprio in quella notte mia madre, che si chiamava Angel mi diede alla vita: però è questa la costa strana mi diede alla vita senza avere nessun marito o senza avere nessun rapporto, era una donna pura non profanata. Mia madre mi partorì nella sua casa, con l’aiuto di mia zia: la casa in cui sono nato era molto accogliente aveva un bellissimo caminetto in pietra, sul soffitto pendevano delle ragnatele è c’era tanta polvere; Angel quando mi partorì gridava come una pazza con mia zia che la pregava di fermare il dolore atroce, ma lei diceva di stare calma e ben presto passera. Dopo alcune ore di travaglio uscì finalmente, e appena nato avevo dei capelli neri, occhi rossi come il sangue e pesavo 5,50 kg (è questa un’altra cosa strana): Dopo solo mezz’ora dalla mia nascita dissi la mia prima parola: MAMMA. Mia zia sentendo già questa parole (che di solito i bimbi normali la dicono dai tre anni in su) disse a mia madre: «Questo è un demonio, figlio di Satana deve essere bruciato vivo, lo dirò a tutti gl’abitanti della città che tu hai creato un abominio». Mia madre sentendo queste parole crudele (per difendermi) prese un accetta che stava vicino al camino, (quest’accetta la usava per tagliare la legna per il suo caminetto visto che non c’erano uomini lo faceva lei) e con un colpo soltanto perché era molto debole le tagliò la testa c’era sangue dappertutto sul tavolo, sulle pareti vicino al camino. Io mi ricordo che mia madre mi prese in braccio e mi disse con una voce preoccupata: «Andrà tutto bene figliolo, nessuno ti toccherà e farà del male, potrai crescere grande e forte». Due giorni dopo la mia nascita mia madre mi svegliò all’alba, molto presto e mi disse: «Tesoro dobbiamo andare via da qui, non stiamo più al sicuro per quello che fatto a tua zia Mary»; Angel rese il suo meraviglioso cavallo che si chiamava Zeus e anche un’asta di legno infuocata per bruciare la casa e subito la buttò nella stalla dove c’era della paglia secca, e in un lampo la stalla e con essa la casa prese fuoco. Salì con il suo figlio in braccio al cavallo che bellissimo: il cavallo aveva una bella criniera nera, era tutto nero e s’incamminarono presso zone ignote (bastava solo allontanarsi da quella zona pericolosa) dopo vari giorni di cavallo Angel e suo figlio Adams arrivarono in una foresta foltissima. Nella foresta trovarono una casetta piccola di legno abbandonata Angel e suo figlio entrarono e per prima cosa che saltò alla vista un piccolo caminetto di marmo proveniente da Italia – Firenze, e poi tanti quadri di diverse città tutte in bianco e in nero; Angel poi guardo il pavimento e subito vide mentre camminava una bellissima moquette rossa più che altro era bordò, poi vide una cucina molto accogliente con un tavolo di legno fatto a mano (lei fra se e se penso che il tavolo l’abbia costruito il padrone di questa villetta meravigliosa. Dopo un po’ di tempo quasi mezzo retta che la perse a guardare la cucina si fece coraggio e salì al piano superiore con una scala di marmo: molto elegante con suo figlio sempre in braccio e vide una stanza che aveva un bel letto di legno con tutto intagliato a modo di arco (era bellissimo) e poi video di nuovo che la stana aveva un bellissimo armadio sempre di legno intagliato e nelle due porte c’era decorato un angelo con una corona in testa e tante foglie; Angel lascio suo figlio Adams a riposare nella sua stanza più precisamente nel suo letto meraviglio- bellissimo. La madre di Adams scese di nuovo al piano inferiore e vide un’altra cosa che non aveva notato la prima volta e cioè un bel grande divano letto, e poi trovo un'altra porta e l’aprì e si meraviglio a quella vista stupenda: un bellissimo albero di mele rosse che secondo lei aveva almeno un secolo di vita (perché era immenso- veramente grande e con delle mele che facevano venire l’acquolina in bocca solo a guadarle perché erano ciotte, grosse e veramente squisite) Angel non c’è la faceva più perche non mangiava da colazione e allungo il braccio e la prese, la lavo e se la mangiò dopo di che legò al melo Zeus il suo cavallo e se ne andò a riposare nel divano letto perché era stanchissima (dopo tutto quello che ha passato aveva proprio bisogno di una bella e riposante dormita). Angel per un po’ di tempo guardò il soffitto e sprofondo nel divano letto morta di stanchezza, passarono 48 ore prima che tutte e due si svegliarono dal sonno appena la madre si svegliò diede il latte ad suo figlio Adams che era affamato e poi una volta finito si preparo un insalata di mele per il suo pranzo che aveva tanta fame; La mattina seguente Angel trovo nella sua dispensa un sacchettino di semi è andò immediatamente nel orto che aveva preparato un po’ prima (lei non sapeva che semi potevano essere, potevano essere semi di tutto
    2 CAP: è così lui divenne un vampiro
    Dopo qualche mese Adams aveva ormai un anno ed era un bambino veramente precoce perché sapeva parlare perfettamente come un adulto e adorava leggere i libri che stavano in un piccolo scaffale e Angel prese la mano di suo figlio e lo portò fuori nell’orto e poi parlò e disse ad Adams: «Guarda qua figliolo, vedi come sono diventate grandi le nostre verdure che ho pianto tre mesi fa» Adams rimase con la bocca aperta per quanto erano diventate grandi, e grosso le verdure poi rispose alla mamma: «Si mamma sono senza parole» (Questa frase è di un fantastico cantante dei nostri tempi il mitico VASCO ROSSI) e la madre gli rispose con entusiasmo perché era veramente contenta: «Allora abbiamo: zucchine, melanzane, pomodori e perfino delle splendide carote». Passarono velocemente gl’anni in quella splendida casa in cui abitavano ormai Adams era diventato un ragazzo molto bello: aveva 15 anni però sembrava che aveva 20 anni e un giorno come gl’altri prese il suo cavallo Zeus e ne andò a fare un giro (il cavallo era di sua madre però lui poteva prenderlo qualche volta per andarsi a fare qualche piccola galoppata) si sveglio all’ alba: il sole si incomincio ad elevarsi in alto, il cielo era meraviglioso era rosa, fuxia e c’erano delle piccole nuvole che ormai stavano scomparendo, e infine c’erano tante rondini che volavano via al sud Adams si svegliò a quest’ora perche voleva cercarsi lavoro in qualche città per aiutare la madre che stava un po’ in difficoltà però non lo diceva; Dopo due ore di viaggio riuscì ad arrivare in un piccolo paesino appena fuori dalla foresta che si chiamava Neufras Adams in groppa sempre al suo cavallo lesse il cartello (Neufras piccolo e accogliente paesino, abitanti 1235) una volta finito di leggere il cartello si fece coraggio en entrò in questo paesino. Il ragazzo rimase per un po’ di tempo incantato perché non aveva mai visto un paese così e allora vide che le case erano rustiche molto piccole una attaccata alle altre: erano tutte di legno come quella in cui era cresciuto ed erano molto caratteristiche nei paesi di allora; Il paese aveva due biblioteche ed entrò nella prima e chiese al proprietario che stava sistemando libri sullo scaffale in alto con un piccolo sgabello: «Signore buona sera, mi chiamo Adams io vorrei diventare un letterario e un bibliotecario, mi potete insegnare il vostro mestiere e poi se non chiedo troppo a lavorare per lei nella vostra biblioteca». Il proprietario che si chiamava Frederic una volta finito di sistemare i libri nello scaffale scese dallo sgabello e poi rispose ad Adams: «Mi piacerebbe molto insegnarvi il mio mestiere caro ragazzo, incominci da domani all’ alba» Adams prima di rispondere a Frederich lo guardo dal basso verso l’alto senza farsi accorgere (Il bibliotecario aveva una barba molto lunga castano chiaro, i capelli erano crespi di colore castano scuro e portava anche degl’occhiali) e poi disse: «Ok grazie, mille vado ad avvisare mia madre». Adams prese il suo cavallo Zeus e di nuovo dopo qualche ora di viaggio ritorna da sua madre Angel che era molto preoccupata perche pensava che li poteva essere capitato qualcosa di male, Adams legò al melo con una corda molto lunga Zeus ed entro nella sua dimora: Angel appena senti il rumore della maniglie si precipitò a capofitto su suo figlio e gli disse agitatissima: «Figliolo mio caro, non devi fare mai più così e ricorda questo che anche quanto sto dormendo mi devi sempre avvisare capito» e Adams rispose: «mammina te lo prometto che non succedere mai più ah dimenticavo ho trovato un lavoro» e una volta che la madre si calmò gli rispose di nuovo: «Che genere di lavoro figliolo» e lui rispose contento: «Ho trovato lavoro presso una biblioteca perche voglio diventare un bibliotecario o un letterario, andrò tutte le mattine all’alba in una biblioteca fuori dalla foresta, adesso vado a dormire perche sono molto stanco buonanotte mamma» e così dopo questa piccola discussione con sua mamma andò finalmente a dormire, ci volle un po’ di tempo prima che Adams riuscì ad addormentarsi perché era veramente eccitato del suo primo giorno di lavoro e dopo un po’ chiuse gl’occhi e sprofondo nel letto in un sonno profondo. La mattina seguente il ragazzo si svegliò all’alba si vestì, si preparò la colazione, e usci dalla porta d’ingresso e appena uscì fuori vide che il cielo era tutto rosi con delle sfumature in viola, il cielo stava per elevarsi e in questo cielo splendido vide passare nelle piccole rondine che emigravano al sud nei paesi più caldi perché l’inverno era decisamente alle porte, prese il suo cavallo e andò a Neufras per incominciare il suo primo giorno di lavoro; E dopo alcune ore di galoppata riuscì finalmente ad arrivare a Neufras in questa biblioteca. Il ragazzo entrò nella biblioteca subito parlò e disse: «Frederic sono, arrivato che cosa devo fare come primo giorno di lavoro» Frederic lo guardò e poi gli rispose: «C’è l’hai fatta allora, vieni come siediti e ascoltami, in questi giorni ti devi leggere questi libri dei più importanti poeti del mondo, ti pagherò lo stesso però ti devi fare una cultura di questi e incomincia» Adams era seduto in una sedia di legno con lo schienale di stoffa (era molto comoda a dire in vero) e poi il proprietario della biblioteca mise sulla scrivani in cui era seduto Adams dei libri dei poeti Frederic prese il primo libro e lo porse ad ragazzo e poi disse: «Questo è uno dei miei autori di opere più poesie preferito DANTE ALIGHIERI e una volta finita questa giornata te lo puoi pure portare a casa per leggero anche la» e incomincio a leggere:
    Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 in una famiglia della piccola nobiltà fiorentina. Il suo primo e più importante maestro di arte e di vita è Brunetto Latini, che in questi anni ha una notevole influenza sulla vita politica e civile di Firenze. Dante cresce in un ambiente "cortese" e stringe amicizia con alcuni dei poeti più importanti della scuola stilnovistica: Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e Cino da Pistoia.
    Ancora giovanissimo conosce Beatrice (figura femminile centrale nell'opera del nostro poeta), a cui Dante è legato da un amore profondo e sublimato dalla spiritualità stilnovistica. Beatrice muore nel 1290. Dopo questa disgrazia Dante vive un momento di crisi. Dante, a partire dal 1295, entra attivamente e coscientemente nella vita politica della sua città.
    La sua carriera politica raggiunge l'apice nel 1300 quando Dante, guelfo di parte bianca, viene eletto priore (la carica più importante del comune fiorentino): il poeta è un politico moderato, tuttavia convinto sostenitore dell'autonomia della città di Firenze, che deve essere libera dalle ingerenze del potere del Papa. L'anno successivo, il papa Bonifacio VIII decide di inviare a Firenze Carlo di Valois, fratello del re di Francia, con l'intenzione nascosta di eliminare i guelfi bianchi dalla scena politica. Il poeta non ritornerà mai più nella sua città natale, è condannato ingiustamente all'esilio. Iniziò un pellegrinaggio per l'Italia. Prese contatto con Bartolomeo della Scala a Verona e con i conti Malaspina in Lunigiana, e tra il 1304 e il 1307 compose il Convivio (poi rimasto interrotto) per acquisire meriti di fronte all'opinione pubblica (per lungo tempo coltivò l'illusione di poter essere richiamato nella sua città come riconoscimento della sua grandezza culturale). Appartiene allo stesso periodo il De Vulgari Eloquentia. Col passare degli anni Dante iniziò a vedere il suo esilio come simbolo del distacco dalla corruzione, dagli odi e dagli egoismi di parte. La denuncia e il tentativo di indirizzare di nuovo l'uomo verso la retta via sono per lui l'ispirazione di una nuova poesia che prende forma nella Divina Commedia. L'imperatore Arrigo VII continua a sostenere le idee politiche di Dante, possibile portatore di pace nella nostra penisola; ma di nuovo la speranza svanisce con la morte improvvisa dell’imperatore del 1313 Dante muore a Ravenna nel 1321.

    Una volta finito di leggere la vita, di Dante Alighieri passo alle opere più famose di questo poeta.
    Nel 1295: Vita Nova. Raccolta delle poesie giovanili, scritte fra il 1293 e il 1295. Un'autobiografia spirituale, dove l'amore (per Beatrice) non è descritto nella sua forma sensibile e terrena, ma come un sentimento che porta a un amore e a un ideale di vita più alti. Nel 1304-1306: De Vulgari Eloquentia. Scritto in latino, con regole sull'arte dello scrivere in italiano volgare. Ponendosi il dubbio della giusta o sbagliata diffusione della lingua volgare.
    1304-1307: Convivio. Scritto nei primi anni dell'esilio, in lingua volgare. Cerca di convincere gli uomini di potere che lo studio della filosofia e il rispetto delle leggi morali sono una condizione necessaria per la convivenza degli uomini nella società.
    1306-1321: Divina Commedia. È il capolavoro di Dante e l'opera che racchiude tutta la sua esperienza. È composta da tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ciascuna delle quali comprende 33 canti, scritti in terzine di endecasillabi, eccetto l'Inferno che contiene un canto in più quale prologo all'intera opera. L'Inferno viene completato probabilmente verso il 1309, il Purgatorio verso il 1312, il Paradiso verso il 1318.
    1310-1313: DE MONARCHIA Scritto in latino. Affiora il tema politico. Per il poeta, l'unica forma di governo che possa assicurare la pace e la sicurezza, è la monarchia, una monarchia universale, che rifletta l'unicità e l'universalità del regno di Dio e garantisca la pace, la giustizia e la libertà degli uomini. Le rime Raccolta, ordinata dai posteri, dei componimenti poetici che Dante scrive nel corso della sua vita e che sono legati alle varie esperienze di vita.
    Una volta finito di leggere le opere rimase veramente meravigliato poi se ne torno a casa con il libro che lo aveva regalato il bibliotecario, e poi arrivo in casa e entro. La madre disse al figlio: «Caro com’è stato il tuo primo giorno di lavoro» e Adams stanco gli rispose: «è stato bello, ma faticoso» e di nuovo Angel gli rispose: «Ti voglio insegnare un motto di famiglia da decenni: NIENTE SACRIFICIO, NIENTE VITTORIA ripetevano tutti i miei antenati» E subito dopo Adams gli disse: «Adesso vado a riposare domani mi attente un’altra giornata faticosa, notte» e così andò a riposare. Prima di dormire prese di nuovo il libro di Dante e rilesse una poesia che lo aveva veramente colpito

    Tanto gentile e tanto onesta pare
    la donna.mia quand'ella altrui saluta,
    ch'ogne lingua deven tremando muta,
    e li occhi no l'ardiscon di guardare.
    Ella si va, sententosi laudare,
    benignamente d'umiltà vestuta;
    e par che sia una cosa venuta
    da cielo in terra a miracol mostrare.
    Mostrasi sì piacente a chi la mira,
    che dà per li occhi una dolcezza al core,
    che 'ntender no la può chi no la prova:
    e par che de la sua labbia si mova
    un spirito soave pien d'amore,
    che va dicendo a l'anima: Sospira

    Una volta finito di leggere questa bellissima poesia di Dante Alighieri, si lasciò andare e si addormento. La mattino ancora successiva andò di nuovo in biblioteca e disse a Frederick: «Ho finito di leggere Dante e lo trovato vera mente interessante soprattutto la divina commedia, molto bella e Frederick gli rispose: «Già hai fatto sei stato veramente veloce, e adesso leggi questo Alessandro Manzoni, questo poeta è più lungo te lo devi leggere in un paio di giorni» e così Adams prese l’altro libro e incominciò a leggere piano.
    Alessandro Manzoni nacque a Milano[5] il 7 marzo 1785 da Giulia Beccaria e da don Pietro Manzoni, figlio di Alessandro Valeriano, pronipote di un ricchissimo mercante-imprenditore lecchese, Giacomo Maria Manzoni, e di Margherita di Fermo Porro. Il battesimo fu amministrato nella Chiesa di San Babila. I primi anni di vita li trascorse prevalentemente nella cascina Costa di Galbiate, tenuto a balia da Caterina Panzeri, una contadina del luogo. Questo fatto è attestato dalla targa tuttora affissa nella cascina. Sin d'ora passò alcuni periodi alla villa rustica di Caleotto, di proprietà della famiglia paterna, una dimora in cui amerà tornare da adulto e che venderà, non senza rimpianti, nel 1818.[6] In seguito alla separazione dei genitori (avvenuta il 23 febbraio 1792; successivamente, dal 1795 - ma la relazione cominciò molto prima, forse nel 1790, anno in cui sembra si siano conosciuti - Giulia Beccaria andò a convivere con il colto e ricco Carlo Imbonati, prima in Inghilterra, poi in Francia, a Parigi), Manzoni venne educato in collegi religiosi. Giulia Beccaria con il piccolo Manzoni in un ritratto attribuito ad Andrea Appiani
    Il 13 ottobre 1791 fu accompagnato dalla madre a Merate al collegio S. Bartolomeo, dei Somaschi, dove rimase cinque anni, soffrendo per la lontananza dall'affetto materno e per il difficile rapporto con compagni maneschi e insegnanti che lo castigavano spesso.[7] La letteratura era già una consolazione e una passione. Durante la ricreazione, racconterà lo scrittore, «mi chiudevo [...] in una camera, e lì componevo versi». Nell'aprile del 1796 passò al collegio di S. Antonio, a Lugano, gestito ancora dai Somaschi, per rimanervi fino al 1798. Per quanto il collegio perseguisse un fine educativo orientato in senso religioso, l'istruzione impartita era di buon livello e teneva conto della letteratura profana, riconoscendo nell'Arcadia e nel Frugoni dei modelli di stile, e ammirando Dante più di ogni altro poeta. Nello stesso anno in cui Manzoni arrivò a Lugano, giungeva sul Lago Ceresio il Somasco Francesco Soave, celebre erudito e pedagogista. Per quanto sia del tutto improbabile che Manzoni l'avesse come maestro (se non per qualche giorno), la sua figura esercitò sul bambino una notevole influenza. Vecchio e prossimo alla morte, l'autore de I Promessi Sposi ricordava: «Io volevo bene al padre Soave, e mi pareva di vedergli intorno al capo un'aureola di gloria».
    Passò in seguito al collegio Longone, gestito dai Barnabiti. Alla fine del 1798 si trasferì quindi a Castellazzo dei Barzi, vicino a Magenta, dove l'istituto aveva stabilito provvisoriamente la propria sede. In campagna Manzoni trascorse solo il primo anno; il 7 agosto 1799 gli studenti del Longone tornarono a Milano. Non è chiaro quanto l'adolescente rimanesse dai Barnabiti, anche se l'ipotesi più accreditata lo fa supporre allievo della scuola fino al giugno 1801.[10] I registri rivelano come Alessandro fosse compagno di due illustri personaggi quali Giulio Visconti e Federico Confalonieri. Un giorno imprecisato dell'anno scolastico 1800-1801, poi, gli scolari ricevettero una visita che suscitò nel Nostro una grande emozione. L'arrivo di Vincenzo Monti, che leggeva avidamente e considerava il più grande poeta vivente, «fu per lui come un'apparizione di un Dio».
    Ci volle solo una giornata intera per leggere la prima parte di Manzoni. La mattina seguente si svegliò e non andò in biblioteca perché doveva finire dì leggere ancora di leggere Alessandro Manzoni e incomincio di nuovo a leggere e a leggere
    Passò in seguito al collegio Longone, gestito dai Barnabiti. Alla fine del 1798 si trasferì quindi a Castellazzo dei Barzi, vicino a Magenta, dove l'istituto aveva stabilito provvisoriamente la propria sede. In campagna Manzoni trascorse solo il primo anno; il 7 agosto 1799 gli studenti del Longone tornarono a Milano. Non è chiaro quanto l'adolescente rimanesse dai Barnabiti, anche se l'ipotesi più accreditata lo fa supporre allievo della scuola fino al giugno 1801. I registri rivelano come Alessandro fosse compagno di due illustri personaggi quali Giulio Visconti e Federico Confalonieri. Un giorno imprecisato dell'anno scolastico 1800-1801, poi, gli scolari ricevettero una visita che suscitò nel Nostro una grande emozione. L'arrivo di Vincenzo Monti, che leggeva avidamente e considerava il più grande poeta vivente, «fu per lui come un'apparizione di un Dio».
    Pur insofferente verso la pedantesca educazione dei succitati ambienti cattolici, della quale denunciò i limiti anche disciplinari, e pur venendo giudicato uno studente svogliato, da questi studi gli derivò una buona formazione classica e il gusto per la letteratura. Nel 1799 sviluppò una sincera passione per la poesia e scrisse due notevoli sonetti. Il nonno materno gli insegnò a trarre dall'osservazione del reale conclusioni rigorose e universali. Formazione culturale di Manzoni è imbevuta di mitologia e letteratura latina, come appare chiaramente dalle poesie adolescenziali. Due, in particolare, sono gli autori classici prediletti, Virgilio e Orazio, ma notevole è anche l'influsso di Dante e Petrarca, mentre tra i contemporanei, assieme al Monti, svolgono un ruolo importante Parini e Alfieri.
    Se si escludono gli esercizi di stile precedenti, le primissime esperienze poetiche del ragazzo risalgono al 1801, ma non sono altro che frammenti collocabili nel contesto scolastico del collegio Longone. Tuttavia vi si può riscontrare una vena satirica e polemica che avrà un ruolo non trascurabile nel Manzoni adolescente, pur venendo mitigata già a metà del decennio. Ci restano le traduzioni, in endecasillabi sciolti, di alcune parti del libro quinto dell'Eneide e della Satira terza (libro primo) di Orazio, accanto a un epigramma mutilo in cui attacca un certo fra' Volpino, dietro le cui spoglie è facilmente riconoscibile il vicerettore del collegio, padre Gaetano Volpini.
    Ci vollero dei mesi prima che Adams finisse di leggere tutti i poeti (io ve ne ho spiegati 2 i più importanti di allora) a Neufras mentre Adams lavora e apprendeva succedevano cose strane apparizioni e uccisioni di gente innocente moriva dissanguata. Gl’abitanti della città pensavano che un potente assassino era stato mandato da Satana per il suo divertimento (è in verità era proprio così); Io mi ricordo che una notte mentre stavo camminando per ritornare a casa a piedi perché avevo lasciato il mio cavallo a mia madre che doveva andare a fare un servizio in un altro paese: una creatura nel cuore della mi si avvento addosso e mi morse. Questa creatura era una dei più pericolose della notte: un VAMPIRO il vampiro si chiamava Blake, aveva due zanne appuntite, occhi rossi come il sangue (un po’ come i miei) portava un capello a cilindro e si era mascherato da un umano per andare in giro ad uccidere senza che qualcuno lo riconosceva, e dopo che mi morse caddi a terra per il dolore atroce del veleno che a poco

    3 CAP è cosi il demone s’innamoro del lupo
    a poco mi penetrava nei vasi sanguigni e nelle ossa e senti una strana sensazione che mi cambiava dentro. Dopo un po’di tempo di dolore atroce mi trasformai in un Vampiro e così divenni immortale (i vampiri anno: super velocità, un forza sopranaturale e sono immortali, possono vivere secoli e secolo in più sono bevitori di sangue umano o animale, questa qua era una loro scelta se essere mostri uccidendo esseri umani o bevendo solo sangue di animale un po’ meno crudele per me); Io non volevo essere un mostro perché allora ero solo un ragazzo e quindi decisi di cacciare solo gl’animali. Mi feci coraggio e con la mia super velocità ritornai a casa ancora con i vestiti sporchi di prima, e bussai alla porta, vidi mia madre piangere perché non ritornavo da casa da giorni, lei si avvicinò e mi disse: «Adams che cosa ti è successo, ti vedo tanto cambiato» e Adams angosciato gli rispose: «Si mamma sono cambiato, adesso preparati che è uno schok sono un VAMPIRO» Adams aveva ancora i vesti sporchi di sangue suo umano, i pantaloni erano coperti di sangue. Adams prima che la madre rispondeva gli saltò addosso e la morse succiandole tutto il sangue che aveva (si dice che un essere umano ha 5-6 litri di sangue, mentre un vampiro ne bere 5 litri in un secondo e mezzo) e poi disse fra se e se: «Guardo che cosa ho fatto, non mi riesco ancora ad abituare me ne vado da questo paese» e così se ne andò via. Dopo lunghi giorni di viaggio arrivò in una grande città (ma grazie alla sua super velocità non si senti mai stanco e grande alla sua immortalità non poteva mai morire di fame bastava solo che beveva sangue) Londra cerco un negozio di vestiti belli ed eleganti e de entro, poi disse alla proprietaria del negozio tranquillo: «Cara proprietaria, ho bisogno dei vestiti eleganti, i migliori che avete, posso pagare sono ricco (fingendosi ricco)» e la proprietaria gli rispose: «Si d’accordo seguitemi, vi mostro i nostri vesti migliori da uomo» e cosi li mostro e poi Adams prese questi e poi disse: «Mi piacciono questi, vado a provarli in camerino», mentre, a quei tempi mi ricordo, mi dirigevo ai camerino li indossò e poi mi guardai allo specchio: avevo una bellissima camicia bianca, una giacca elegante e anche una cravatta nera e per finire portavo un bellissimo cappello a cilindro nero con delle strisce bianche
    Era veramente attraente per le donne, usci dal camerino con gl’abiti belli eleganti poi uscì dal camerino e assalì la proprietaria del negozio; La proprietaria cadde a terra dissanguata senza sensi con gl’occhi aperti e le pupille in dietro e poi prese tutti gl’incassi che aveva fatto e se li mise in tasca: e cosi aveva anche parecchi soldi per comprare quelle che voleva. Un giorno mentre stava passeggiando nelle vie di Londra con il suo bastone di legno nero con un teschi d’argento entrò in un negozio più precisamente in una libreria che si voleva comprare di Ugo Foscolo, proprio mentre stava pagando entro dalla porta una bella signora che subito Adams rimase incantato perché non aveva mai visto una signora cosi bella: la signora si chiamava Victoria, Victoria portava un capello a ventaglio bianco, poi una mantella rossa aveva gl’occhi celesti, i capelli biondi e un vestito di lino bianco-crema era bellissima. Adams una volta finito di pagare il libro si dirigo verso la bello signoria e disse: «Incantato madame, mi piacerebbe fare due passi con lei se mi è possibile» e Victoria: «Grazie, sono lieto di accompagnarla in questo piccola passeggiata» e Adams: «Grazie a voi, andiamo» appena usciti dal negozio Adams prese la mano di Victoria e poi disse: «Cara signorina, ho visto prima una bella villa con delle panchine, vi va se ci sediamo e chiacchieriamo» e Victoria: «Si va bene andiamo» e i due mano nella mano si avviarono in questa villa di Londra, dopo un po’ di tempo arrivarono e si sedettero. Prima di parlare Adams e Victoria guardarono la villa: aveva dei bellissimi pini d’albero uno vicino l’altro sia a destra che a sinistra e in mezzo a queste due file di alberi c’ero un vialetto in pietra, e per finire alla fine di questo vialetto c’era una bellissima fontana in marmo, tutta decorata; La signorina parlò per prima: «Allora da dove provenite signore» e Adams: «Provengo da Neufras» e Victoria«E dosi si trova Neufras, in Inghilterra, se mi è possibile chiedere» e Adams: «Si certamente, si trova fuori Inghilterra» e Victoria gli rispose con enfasi: «Ah, veramente, un'altra cosa quanti anni avete» e Adams: «Ho 32 anni, e voi» Victoria: «Io invece, ho 34 anni». Adams prese la mano della bella signorina e poi disse: «Vi va se domani c’incontriamo per prendere un te» e Victoria: «Si certamente, a domani, io abito in una casa molto nobile» e Adams: «Dove di preciso» e Victoria gli rispose: «Vedete quella villa enorme laggiù oltre la fontana, ci vediamo la e la mia casa» e s’incamminarono presso le loro abitazioni; La mattina seguente arrivò subito e Adams s’incammino presso l’abitazione della Signora che aveva incontrato ieri in biblioteca, ci volle una mezzoretta prima che Adams riuscì ad arrivare nella villa e una volta arrivato busso alla porta; Un signore alto venne ad aprire poi guardo Adams e disse: «Cercate qualcuno» e Adams un po’ spaventato gli rispose: «Sto cercando Victoria» e immediatamente sentendo questa parole Victoria si precipitò a capofitto da Adams e poi disse al signore che stava davanti alla porta: «Signore, è un mio amico che incontrato ieri in biblioteca» e il signore rispose: «Ok mi raccomando a te, e tu proteggila da qualsiasi cosa» Adams rispose al signore: «Si certamente, non li capiterà niente, nessuno si avvicinerà a lei» e finalmente uscirono imbarazzati da quella casa. Un po’ di tempo dopo arrivarono in un bar molto accogliente e ordinarono due tè al limone con dei biscotti e dopo che la signorina delle ordinazione finalmente se ne andò Adams disse a Victoria: «Signorina come che abitate in questo posto, in questa città?» e Victoria: «Io e la, mia famiglia proveniamo da una antichissima famiglia nobile, nostri antenati erano i primi re d’Inghilterra» (questa ragazza tra se e se nascondeva un terrificante segreto e anche Adams tra l’altro) e dopo questa piccola chiacchierata arrivarono finalmente i due te con i biscotti. Victoria e Adams incominciarono a bere e ad assaggiare i biscotti che avevano ordinato ed erano buonissimi, mentre i giovani stavano per finire di bere il tè arrivo la signorina con il conto e Victoria disse Adams: «Lascia pago visto che sono ricca» e Adams non rispose; Una volta pagato si alzarono e ritornavano a casa di Victoria perché già il sole stava per tramontare e proprio prima di arrivare a casa Adams prese la mano di Victoria e poi disse: «Siete veramente la donna più affascinate che io abbia mai incontrato» e Victoria un po’ imbarazzata gli rispose: «Grazie mi fate arrossire» e Adams si avvicinò piano piano a Victoria, e la bacio sulle labbra, proprio mentre il sole stava per tramontare fu un bacio veramente appassionante ripetuto perché nessuno si voleva staccare e dopo un po’ di tempo Victoria parlo e disse: «Ora vado, si è fatto tardi ci sentiamo in questi giorni Adams» e Adams la guardo e poi rispose: «OK cara vengo io come a prendervi e vi porto in un posticino veramente carino, sarà una bellissima sorpresa». Victoria entrò nella sua villa lussuosa, mentre salutava Adams; Adams in questi giorni andò in un gioielliere e disse al negoziante: «Vorrei comprare un anello,per la mia fidanzata il più grande che avete» il negoziante prese una confezione d’argento e l’apri (e l’anello era bellissimo con un grandissimo diamante in alto) in quel’istante proprio mentre il negoziante stava aprendo la scatola d’argento Adams che era veramente assetato perché erano tre giorni che non beveva sangue li saltò a dosso e morse il negoziante e si dissetò. Una vola finito il pasto disse fra se e se: «Ci voleva proprio questo pasto, adesso mi sento proprio meglio» Lui si pulì e poi andò a prendere a Victoria e la portò in un posto veramente speciale vicino ad una collina e ad un laghetto con delle paperelle e appena seduti Adams prese la mano della bella signora e poi disse: «Cara Victoria, in tutti questi anni che ho trascorso da solo non ho mai trovato una fidanzata come voi, volete sposarmi e vivere per sempre con me» Adams prese dalla tasca la scatolina d’argento contente l’anello e l’aprì e poi Victoria vendendo l’anello rispose ad Adams: «Si io ho un terribile segreto che coinvolge me e la mia famiglia» e Adams: «Che terribile segreto Victoria» e la signorina rispose: «Io non una donna come le altre, io e la mia famiglia siamo dei licantropi che ogni notte vedendo i raggi della luna ci trasformazioni in queste bestie feroci, e pelose e incominciamo ad uccidere, però noi ci sappiamo controlla non devi avere paura» e Adams sentendo queste parole si alzo in piedi e poi disse a Victoria: «Madame anche io ho un terrificante segreto che mi porto dentro, io in realtà sono, tieniti forte un Vampiro, una delle più feroci creature della notte figli di Satana io sono immortale» e Victoria poi rispose: «Anche io sono immortale e che poteri avete oltre che a essere immortali» e Adams: «Allora io ho la super velocità, ho una forza straordinaria e posso bere fino a 5 o 6 litri i sangue in un secondo e mezzo, e con questo concludo la mia conversazione dicendo che LA VITA E SOLTANTO UN PRINCIPIO» e Victoria: «Bella frase ad effetto, adesso io vorrei sposare e vivere per sempre insieme a voi, andiamo ad avvisare mio padre così prepariamo il matrimonio paga tutto mio padre» e con la sua super velocità prese Victoria sulle spalle e in un secondo arrivarono alla casa di Victoria poi busso alla porta. Venne ad aprire il padre di Victoria re poi Adams disse al padre: «Signore io vorrei chiedere il permesso di sposare la vostra meravigliosa figlia Victoria e vivere per sempre felici e contenti» e il Padre gli rispose: «Ok però una cosa organizzeremo noi il matrimonio e vi farò pure un bellissimo regalo tu vieni dentro e incominciarono a preparare le nozze»; Passarono i mesi e finalmente arrivò il giorno delle nozze e Adams si dirigo presso il luogo stabilito per le nozze. Il paesaggio era bellissimo e anche le decorazioni non erano male anzi erano bellissimi: c’erano dappertutto fiori arancioni, gialli e rose rosse poi in mezzo c’era un meraviglioso altare e d’un prete e infine c’erano dei pali lunghissimi e tutto intorno c’erano rose rosse e dopo di che c’era una copertura di lino che circondava il luogo delle nozze. Adams era già la a sinistra del’altra con il prete che aspettava e finalmente dopo lunghe estenuanti ore di attesa arrivarono tutti gl’ospiti e l’organo incominciò a suonare la musica per le nozze e subito si vide la sposa
    4 CAP: il viaggio di nozze e la loro casa
    Victoria e l’accompagno per l’altare, dopo la lasciò nelle mani di Adams, il prete parlo a voce alta e disse: «Cari fratelli, oggi siamo nelle mani di nostro Signore, per celebrale a nozze il signor Adams e La bella signora Victoria e se c’è qualcuno che per qualsiasi ragione volesse parlare per interrompere queste nozze parli adesso o taccia per sempre» il prete e gl’ospiti si misero a ridere e poi di nuovo il prete parlo e disse: «Dai su riprendiamo, ripeti con me, Vuoi tu Adams prendere la mano di Victoria e prometterla di onorarla e rispettare, in salute e in malattie finche morte non ci separi» e Adams, con Victoria risposero: «Si lo promettiamo» e di nuovo sentendo queste parole parlò e disse: «E con questo vi dichiaro marito e moglie, potete baciarvi» e cosi lo fecero. Gl’ospiti sentendo queste parole piangendo si alzarono e lanciarono petali di rose agl’ospiti prima che salirono in macchina per fare il loro viaggio di nozze; Il padre della figlia Victoria regalò a tutti è due una casa alle Hawaii per poter vivere da soli e in santa pace. Dopo 2 giorni di macchina e di aereo, arrivarono finalmente alle Hawaii per farsi prima la loro vacanze e poi vivere per sempre perche loro erano immortali, Adams una volta arrivata alla casa prese in braccio Victoria e poi sorrise e la portò nel letto ancora con il vestito da sposa, Adams guardo negl’occhi Victoria e poi disse: «Ti va se ci facciamo in bagno nudi» e Victoria li rispose: «Ok fammi spogliare» e subito Adams se ne andò in acqua ad aspettare Victoria che si spogliava. Finalmente dopo mezzoretta riuscì a farsi coraggio e andare Adams che lo atteneva nudo in acqua e anche lei, mentre stavano in acqua si baciarono e si toccavano perché erano sposati e quindi lo potevano fare, Adams uscì dal’acqua e poi disse alla sua bellissima sposa: «Stanotte l’attendevo con ansia faremo fulmini e saette» Victoria visto che stava la luna piena incomincio ad ululare e infine andarono in camera da letto. La mattina seguente si svegliarono e Victoria si preparò la colazione perché Adams aveva già bevuto sangue un oretta prima che Victoria si svegliò, i due si divertirono molto in questa settimana: grazie alla super velocità andarono in cima alla montagna e da li fecero un tuffo veramente grandioso; E dopo queste due settimana Victoria una mattina si senti strana perché vomitò tutto il giorno e poi guardò Adams con l’aria angosciata e si toccò la pancia e poi disse: «Adams dentro di me c’è qualcosa che si muove» e Adams rispose: «è normale perche dalla prima notte di nozze sono passate tre settimana, la cosa strana e come sarà questa creatura, se sarà completamente vampiro o solo lupo mannaro o per giunta metà e metà» Victoria sentendo queste parole gli rispose: «è una cosa impossibile secondo me metà vampiro e metà lupo mannaro» e di nuovo Adams vedendo che la sua bellissima sposa era preoccupata gli rispose tranquillizzandola: «Non ti preoccupare ho visto, una volta in biblioteca che nei tempi antichi questa creatura esisteva già solo una volta». Passarono i giorni Victoria si sentiva sempre più debole e un giorno Adams guardo in faccia Victoria e poi disse: «Mi dispiace molto, mia bellissima sposa ah, mi è venuta un idea» e Victoria gli rispose: «Che genere di idea marito mio» e di nuovo Adams gli disse: «è un idea meravigliose, te la dico visto che questa creatura e per metà lupo mannaro non riesce a trovare il giusto nutrimento dalle sostanze nutritive che prendi e quindi ti succhia tutto il tuo nutrimento» Victoria lo fermo di nuovo e poi disse: «Scusami continua» e Adams riprese da dove aveva lasciato: «Quindi ha bisogno di qualcosa di più sostanzioso di quello che prendi di solito, stavo pensando della carne umana» e Victoria: «Sara veramente disgustoso ma mi fido di te valla cercare» e cosi andò subito. Una volta fuori di casa cerco un barbone, e alla fine lo trovo: prima si nascose all’ombra e una volta che il barbone stava nel punto giusto lo prese e lo morse perche aveva tanta sete, il barbone cadde a terra dissanguato; Adams vedendo il barbone morto prese un coltello che aveva preso a casa e incomincio a tagliare tanti piccoli pezzi di carne e li porto da Victoria e poi disse alla sua bellissima sposa: «Dai su magia, secondo me ti sentirai meglio, una volta finito il pasto tranquilla li ho spolverizzati» e Victoria senza dir nulla (Perche si fidava di Adams) e così se la mangiò. Una volta finto il pasto Victoria disse a Adams: «Caro Adams avevi ragione, mi sento già molto meglio» e poi Adams fece un lungo sospiro e poi gli rispose: «Sono molto contenta, si vede che stai meglio perché il polso ha già incominciato a riprendere, continuiamo così fino al parto decisivo; Dopo qualche settimana che prendeva carne umana si senti veramente come prima e una notte incominciò il travaglio. Il travaglio fu veramente lungo, molto lungo Victoria gridava dal dolore: «Uccidetevi, non sopporto più questo dolore atroce, tiratelo fuori» e prima che uscisse mi ricordo c’era sangue dappertutto e finalmente una creatura tutta coperta di peli uscì dopo un po’ il dolore passo del tutto e così Victoria prese in questo la creatura e poi disse: «Lo chiameremo Wolfman» e poi Adams rispose a Victoria: «Sono d’accordo, adesso lo posso prendere in braccio io» e così Victoria passo ad Adams Wolfman. Adams guardò con attenzione Wolfman: era tutto coperto di peli che andavano su marrone – dorato, poi aveva degli occhi rosso sangue e delle zanne appuntite come i vampire e poi aveva delle orecchie appunta come i lupi mannari (era per metà lupo mannaro e per metà vampiro) Wolfman poteva sia mangiare carne umana, che bere sangue come i vampiri, era lui a decidere però una cosa diciamo non andava bene che aveva sempre quello aspetto da metà lupo e metà vampiro. Passarono i mesi, un giorno come gl’altri nella città in cui abitavano cioè alle Hawaii succedevano cose strane, strane apparizioni di fantasmi dicevano gl’abitanti della zona, e lo sapevate chi era, (era il fantasma della zia che 50 anni fa la madre di Adams l’aveva ammazzata) e mentre Adams stava a caccia per nutrirsi il fantasma della zia per vendicarsi dell’affronto subito mando nella sua casa dove Victoria giocava con Wolfman un esercito di lupi mannari e vampiri per uccidere tutti e due e per far soffrire Adams e cosi lo fecero sfondarono la porto e incominciarono prima ad uccidere Victoria e poi accesero un fuoco con il corpo di Victoria e bruciarono viva la creatura, e se ne andarono. Adams dopo la caccia torno a casa e vide il massacro della sua bella famiglia che aveva creato e poi pianse e gridava forte: «Nooooooo guarda che anno fatto siete dei mostri, luridi mostri» e cosi Adams bruciò la casa che un tempo regalata dal padre di Victoria e se ne andò disperato. È cosi sono arrivato alla fine della mia storia, e adesso mi trovo seduto su un altissima montagna dopo 50 anni trascorsi in solitudine e con un immenso dolore dentro di me che nessuno me lo può far passare, e adesso sapete cosa faccio disse fra se e se, si mise in piedi sulla cima di questo montagna e precipitò che cosi il mio dolore sparirà è concludo questa storia con la morte è soltanto il principio.

    Fine
    2 STORIA: IL NEGOZIO DELLE ILLUSIONI DEL NULLA
    1 CAP: l’inizio
    Mi presento il mio nome è Back e ho trentuno anni, da quando la mia famiglia venne ammazzata divenni uno specialista di misteri, indagando con la mia trupe nei luoghi più spaventosi del mondo per risolvere i vari misteri del mondo e adesso vi vorrei raccontare una storia che mi è accaduta da ragazzino, che mi ha cambiato l’esistenza, questa vicenda l’avevo dimenticata ma mi sbagliavo, era nascosta dentro di me nelle profondità del mio cervello, durante una notte mi sono svegliato è ho incominciato a ricordare e a ricordare finche tutto era diventato lucido nella mia mente. Sono nato in una piccola cittadina appena fuori dall’Inghilterra a Bedford, non era niente male come cittadina, pochi abitanti, villette quasi tutte uguali con dei piccoli giardini intorno; Noi avevamo una villa molto bella perché quando morì mio nonno (mio nonno si chiamava Arthur è stava molto bene economicamente perché aveva fondato una grande fabbrica di scarpe) lasciò a mio padre tutto il suo patrimonio, unico erede perché mio nonno non aveva altri figli. All’età di 8 anni un giorno come gl’altri non vidi mia madre che di solito gironzolava per casa e mentre stavo giocando come al’solito da solo in camera mia e vidi dalla finestra della camera una strana macchina tutta nera e 5 uomini tutti vestiti di nero compreso mio padre che portarono in spalle una bara, mio padre invece piangeva molto non ho mai saputo il perché dopo un ora vidi mio padre che rientrava in casa e andò subito in camera da letto e chiuse a chiave la porta. Alloro io preso dalla curiosità perché non sapevo che cosa stava succedendo perché all’improvviso c’erano tanti fatti stani: mia madre ch’era scomparsa, mio padre che piangeva e tutti quanti vestiti di nero mi tolsi le scarpe e piano pianino senza fare alcun rumore m’incamminò verso la stanza di mio padre. Posi l’orecchio sulla porta per sentire cosa diceva (perché sentivo delle voci parlare) mio padre si sentiva che diceva: «Lorenzo, è morta di una grave malattia incurabile che colpisce quasi tutti gl’organi: il cuore, il cervello, i reni e i polmoni, gli restava poco tempo massimo un mese» è Lorenzo gli rispose: «Fatti coraggio amico mio, vedrai che andrà tutto bene se hai bisogno di qualcosa io sono a tua disposizione» dopo qualche minuto mio padre si alzo dal letto perché stava seduto e disse: «Grazie sei il mio migliore amico che ho, adesso vai Lorenzo voglio dire una cosa a mio figlio» e Lorenzo gli rispose: «Ok adesso vado però non dire tutta la verità al bambino non capirebbe» e di nuovo mio padre gli rispose: «Lo so, mi sono preparato un discorso per dirlo, ma mentirò». Appena senti la maniglia muoversi corsi subito in camera mia perché non volevo che mio padre mi vedeva che sbirciavo, presi i giochi che stavo in mano quelli che stavo giocando e chiusi la porta dopo qualche minuto senti i passi di mio padre dietro la porta busso, e poi aprì si guardo intorno e poi volse lo sguardo me, mio padre mi parlò e disse: «Figliolo, sediamoci sul letto ti devo dire una cosa molto importante» io obbedì immediatamente da bravo figlio e cosi ci sedemmo. Mio prima di rivolgermi la parola alzo gli occhi in alto, fece un grande respiro è poi parlò e disse: «Caro figliolo allora non so proprio da dove incominciare, ah così tua madre è partita in un lungo viaggio» io sentendo queste parlo gli risposi: «Davvero non ci posso credere, ecco perché in questi due giorno non lo più vista, ma tornerà verooooo» è lui rispose: «Non lo so figliolo, è partita in un viaggio molto lungo, forse tornerà fra molto molto tempo» dai miei occhi uscirono delle lacrime perché mia madre mi era molto attaccata, abbraccio subito mio padre E poi dissi: «No non è giusto, la voglio qui con me»; Mio padre mi strinse ancora più forte e poi mi disse piangendo: «Anche io ragazzo mio, anche io ma non si può più fare niente è partita e non forse non tornerà, adesso devo andare ci vediamo dopo figliolo, vado a preparare la cena». Io mi sdrai sul letto con la testa sopra al cuscino e pensai, (Perché mamma, non ti piaceva papà perché te ne sei andata) mio padre dopo una mezzoretta veni di nuovo in camera mi smosse con la mano perche pensava che mi fosse addormentato e poi mi disse: «Blach la cena è pronta» io lo guardai e con gl’occhi ancora lucidi gli risposi: «Padre non mi va di mangiare, voglio stare solo mi va solamente dormine non» mio padre sentendo queste parlò queste parole e poi mi disse: «Ok, figliolo ti lascio dormire» e così mio padre spense le luci, chiuse la porta e se ne andò di sotto io invece mi addormentai con questo pensiero fisso di mia madre che mi aveva abbandonato. La mattina dopo mi svegliai agito e spaventato perché avevo fatto degl’incubi bruttissimi su mia madre che mi aveva abbandonato, restai qualche minuto sdraiato a pensare a quei gl’incubi brutti che mi avevano tormentato tutta la notte poi mi feci coraggio, mi alzai dal letto presi i miei vestiti e infine scesi di sotto, appena arrivato in cucina feci un cenno di tosse, mio padre mi senti, si girò verso di me e poi mi disse: «Ah figliolo, sei qui siediti su, sto preparando i puk kake che ti piacciono tanto» e io mi sedetti al tavolo; Mio padre mise i piatti a tavolo e poi mi disse: «Black, oggi ho preparato io la cucina ma da oggi pomeriggio verrà una domestica che da stasera vivrà da noi, che cucinerà per noi, pulirà casa e ti e la cosa fondamentale che farà si prenderà cura della cosa che voglio più bene al mondo, tu figliolo» e allora sentendo questa belle parole gli risposi: «Grazie, papà». Presi la forchetta è incominciai ad assaggiarli ed io tra me stesso pensai (.cavolo, sono veramente buoni mio padre in fondo sa cucinare) una volta finito la colazione mio padre si alzo e mi disse: «Figliolo io adesso devo andare a lavorare perché ho molte cose in sospeso in ufficio, ci vediamo stasera tranquillo la domestica arriverà nel primo pomeriggio, vai su in camera tua a giocare ciao» io ubbidì e Sali in camera mia senza discussioni, e inco
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