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    CAFFE' ALVINO

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  • CAFFE’ ALVINO

    La piazza come sempre , era un caleidoscopio di persone, molto conosciute o meno.
    Le note del brano voglio vivere così di Tito Schipa segnavano l’ora dell’aperitivo
    Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni e non, a cui faceva seguito l’ora del pranzo.
    L’antica e vecchia nobiltà s’incontrava per scambiarsi opinioni aggiornate sui politicicheOccupavano le prime pagine dei quotidiani al banco del caffè, ed i giovani rampanti al seguito di avvenenti fanciulle si appartavano nelle salette private.
    In una di quelle giornate con tanta gente elegante, entrò nel caffè, un affascinante gentiluomo
    Dagli occhi chiari come il ghiaccio, accompagnando una donna sconosciuta coperta da un velo nero molto fitto che le copriva tutto il volto lasciandole scoperto solo il mento e la bocca perfetta.
    Il dirigente della gioielleria accanto ad ALVINO, dott. Renzo GRIMALDI, si alza dal tavolo degli amici, ed andòIncontro ai due arrivati con molta cordialità-
    MacùPascià, quanto tempo è passato
    -troppo amico mio, veramente troppo, comestai, tivedo in forma come ti vidi a Roma –
    -anche tu non scherzi vedo
    -ci difendiamo,…la signora…-
    -Si, ricordo le donne del seguito, dal corpo sinuoso e dal volto nascosto…-
    -Soraya, nei limiti della sua fede, rispetta i costumi occidentali. –
    -l’amore di ALLHA è su tutti noi – affermò Soraya.
    -finalmemtesento la sua voce – esclamò Renzo, tentando d’indovinarne il volto
    Attraverso il velo. Soraya di occidentale aveva un’abito dal collo e polsini bianchi,
    mentre il taglio perfetto sartoriale faceva indovinare ilsuo corpo.
    -non sono la Soraya degli Esfandiari, disse sorridendo a Renzo e sollevando appena
    Ilvelo mostrando temporaneamente il volto e i suoi occh
    - Un’amica del seguito…-
    i verdi che affascinarono
    Grimaldi attratto dalla giovane Persiana che si esprimeva in perfetto italiano.
    Mabù Pascià le offrì latazza che il barman in quel momento serviva e disse a Renzo
    -Dobbiamo affrettarci, l’aereo di Sua Eccellenza ci aspetta in aeroporto, il pilo ta
    Ha mandato il messaggio che tutto è pronto.-
    Prendendo la mano di Soraya Mabù lasciò sul banco una carta da dieci Euro e si avviò comlei
    Alla porta seguiti da Renzo, ormai preso e interessato dalla donna.
    Una Bentley nera parcheggiata poco lontano dal Caffè li attendeva con autista e guardia del corpo,
    di cui, due della scorta lii avevano preceduti prima della loro entrata.
    Lochauffeur aprendo lo sportello a Soraya le mormorò nella loro lingua che si erano troppo attardati.
    -Quanto prima, ci verrà dietro – disse entrando nell’auto Mabù Pascià –
    -Soraya sorrise e disse – andiamo ora, …credo che ci potrebbe esser utile per tenere i contatti e i rapporti
    che vogliamo inserire nella nostra agenda, per stendere un buon contratto in tempo reale.-
    Sì, forse hai ragione…lochiamo adesso,ci faremo raggiungere in Ambasciata….ha una mente molto
    Aperta e una visione della vita molto aderente ai tempi che viviamo.
    In Ambasciata il Ministro degli Esteri li volle incontrare immediatamente sottraendosiun’udienza in corso con il corpo diplomatico.
    Sua Eccellenza si diresse verso il suo studio privato, dopo molti contatti con
    I grandi imprenditori dei prodotti petroliferi si erano incontrati con i suoi emissari nella bassa Puglia.
    Mentre Soraya preparava da bere, Mabù Pascià estrasse dalla sua borsa diplomatica gli accordi documentati con rappresentanti dei Paesi Orientali cheNon facevano parte dell’embargo.
    Hanno tutti accettato di comprare il nostro greggio – disse Mabù Pascià posando l’incartamento sulla scrivania del Ministro, - con l’aiuto di Allha il nostro villaggio, avrà l’energia e tutto ciò che porta ad uno sviluppo tecnologico per il benessere della nostra gente. –Così concludendo si accomodò sul divano.Soraya porse loro i bicchier e sua eccellenza disse – preparerà un piano per il trasporto in modo anonima, …Soraya tornerà laggiù per il coordinamento – si alza per rispondere al telefono. Era il portiere e chiedeva di Pascià.Era Renzo, che successivamente alla loro partenza aveva preso l’aereo per la capitale e li aveva raggiunti all’ambasciata.
    Pascià ragguagliò il ministro prima che l’ospite fosse introdotto, e con sguardo d’intesacon Sua Eccellenza si voltarono verso Soraya che sorseggiava con compiacimento il suo drink.
    Mentre Renzo veniva introdotto alla loro presenza , il politico orientale apriva sul tavolo una
    Carta geograficadel Mediterraneo e i Paesi che si affacciavano su di esso.
    Pascià dopo i convenevolidi rito lo presentò al rappresentante del suo Paese,
    Il ministro lo salutò in inglese ma Renzo disse- sono spiacente, amo troppo il mio
    Paese e la nostra lingua per esprimermi diversamente da essa – anche noi – gliri-

    Spose sua Eccellenza in italiano dall’accento orientale – amiamo la nostra lingua
    E più ancora il nostro Paese – finì di dire l’uomo politico, guidando con il braccio il
    Giovane uomo verso il tavolo dove la carta geografica era aperta.
    La compatibilità dell’stante con le problematiche globali circa l’embargo del petrolio, fece intuire a Renzo che sarebbe stato protagonista di una storia a livello europeo.
    Soraya abbassò lo sguardo bevendo il suo dfink, Pascià stringendo il braccio all’amicodisse
    So che hai capito, si, abbiamo bisogno un po’ dlla tua collaborazione, il mondo sta per attraversare
    Un brutto momento e tu sei ciò che Allhàci ha mandato – ed in che modo posso aiutare i cittadini del
    Mondo – disseRenzo al suo ex compagno di studi –accompagnando Soraya negli incontri dei rappresentanti dei prodotti raffinati del petrolio – disse il ministro al giovane – ha già molta esperienza dei temi che si tratteranno, il tuo compito sarà quello di superare le burocrazie o aggirarle se lo riterrai
    Opportuno – continuò Pascià – l’importante è, portare a buon fine tutti gli accordi preventivati con i baroni delle benzine – terminò il ministro, e con il dito indicò sulla carta un‘isola nel Mediterraneo – nel nostro Paese non ci sono molte raffinerie e qui su quest’isola che abbiamo comprato dal vostro governo ne abbiamo impiantato una, la nostra economia a causa dell’embargo soffre molto e il nostro popolo ha bisogno delle materie prime - concluse .Poi fece un cenno a Soraya che si avvicinò al
    Gruppo e disse – rimarrai per il ricevimento stasera e domattina all’alba scenderemo giù a Lecce, all’ora di colazione il nostro contatto ci aspetta al Caffè Alvino, siamostati veramente fortunati nell’incontrarti, ed io ho piacere d’averti conosciuto – affermò lei mentre ministro richiamando la sua attenzione , precisò – i nostri cargo raggiungeranno l’isola a distanza di dodici ore l’uno dall’altro così
    Ognuno avrà modo di scaricare e ripartire attraverso lo stretto di Gibilterra, anche in questo caso dovrai fare in modo che non siano problemi con le autorità portuali, e, per sicurezza alcuni nostri sceicchi navigheranno a distanza di sicurezza con i nostri carichi – strinse la mano a Renzo e uscì.
    I dueal ricevimento attirarono gli sguardi di tutti, erano talmente belli a vederli insieme, e gli ospiti
    dell’ambasciata manifestarono la loro ammirazione quando furono presentati.
    Marco Prato era il contatto che li aspettava al Caffè Alvino, giovane elegante
    Ultimo erede del ramo cadetto dei Prato, baciando lamano a Soraya disse –
    Un po’ in ritardo, ci aspettano al largo della costa di Gallipoli, prendiamo
    Qui, mangeremo sulpanfilo – poi rivolgendosi a Renzo lo salutò con
    Piaceree, rivolgendosi a lei disse – a Lecce ci conosciamo tutti - .
    La scorta li attendevaimpaziente per il ritardo che si si stava accumulando.
    Prima di entrare in auto Renzoentrò nella sua gioielleria e disse alla commessa che
    Presto avrebbe dato sue notizie e ritornò nell’auto
    Già con il motore acceso.Il Presidente del cartello Olii e Benzinedurante il pranzo prese la
    Parola – il progetto a cui siamo tutti interessati, è stato approvato in tutte le sue voci,
    i nostri amici iraniani avranno in noi prima di tutto degli amici e poi degli alleati. – vi furono degli applausie quindi continuò – domattina arriverà il primo convoglio, il trasporto con i camion cisterna è stato molto difficile a superare alcune frontiere, ma abbiamo gente in gamba alla loro guida –
    terminò dirigendosi nei salottini per il caffè.
    MentreMarco Prato disinvolto nella sua eloquenza nel tema, Soraya e Renzo si diressero fuori
    Attratti dal bellissimo mare e dalla sua brezza, lui le disse – in così poco tempo la mia vita stà cambiando - e ne stai soffrendo – chiese lei guardandolo negli occhi – no, ovviamente, ora so
    Cosa cercavo e tu ne sei parte – non te ne pentirai – continuò lei – no, ciò che facciamo si tranuterà
    Per molti versiin benefici per i popoli del mondo – rispose egli mentre le cingeva la vita accostando
    Il suo viso a quello di lei – Allha è grande perché ci ha fatto incontrare – disse ancora – il mio DIO è
    Anche il tuo DIO – finì lui baciandolae stringendola a sè.

    Autore Elisabetta Manzoni




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Ciccio51
    Rating: 1 Disagree  Agree
Ciccio51 (#56) - 621 giorni fa
Il racconto è molto bello, mi ha emozionata. È lo specchio della vita. Applausi alla nostra Elisabetta. BRAVA.

FRANCESCA
Natascia
    Rating: 1 Disagree  Agree
Natascia (#70) - 1762 giorni fa
La storia mi piace, è lo specchio della nostra realtà ! Mi piace!

Natascia
Norma
    Rating: 1 Disagree  Agree
Norma (#70) - 1762 giorni fa
Ho vissuto con i personaggi della vicenda tutta la situazione avventurosa mi ha fatto sognare!!! Ad Elisabetta il mio voto!
Giorgia
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Giorgia (#56) - 1836 giorni fa
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